domenica 21 dicembre 2008

intervengo ancora, visto che, stando dentro il lazzaretto mi sparo u na quantità di serate di tutti i tipi, per mettere un altro aspetto collegato all'uso delle sostanze che, sercondo me, vale la pena di considerare. Il senso di una festa al lazzaretto risiede fondamentalmente, nel desiderio di propore eventi all'interno dei quali si sviluppino relazioni tra le persone basate sul polleggio, sulla voglia di stare tranquilli e di divertirsi assieme. Invece, spesso e conseguentemente all'uso di certe sostanze, ti trovi ad aver a che fare con persone che manifestano solo aggressivita e livore verso chiunque.Li vedi, con le mascelle serrate, pronti a scatenare la rissa per ogni cazzata, e, chi si fa il culo a gestire la serata ha finito di divertirsi e si deve dedicare interamente alla " gestione" di questi scoppiati....Ora, fatti salvi tutti i diritti di ogni individuo, credo che ripropporre all'interno di un centro sociale, le stesse idiote dinamiche relazionali così frequenti (purtroppo)nella vita di tutti i giorni, sia assurdo e senza senso. In pratica, non è l'"uso delle sostanze" in discussione ma la capacità individuale di gestirle:1) nel rispetto delle altre persone e 2) nella consapevolezza che uno spazio sociale è VERAMENTE di tutti e che tutti lo devono difendere....

giovedì 18 dicembre 2008

DIVERTIAMOCI CON INTELLIGENZA E RISPETTO!!

io vorrei proporre un argomento di discussione che in questo periodo sta occupando moltissimo spazio nei pensieri e nelle discussioni di chi, come me, milita all'interno di questo spazio sociale. La questione è questa: da qualche mese, per autofinanziare i vari progetti interni,e per coprire le spese neccessarie alla sopravivenza del lazzaretto, si stanno organizzando un casino di eventi musical/discotecar a base di musica tecno,drum and bass, goa ecc. ecc. in breve tutti quei generi che prevedono l'uso di sostanze sballose. Ciò che in primis balza agli occhi in queste feste, è che è che tantissima gente se ne sbatte dello spazio che calpesta e, consumando sfrontatamente le sostanze al suo interno, espone il centro sociale a un elevatissimo rischio, anche perchè queste serate sono particolarmente amate dalla sbirraglia in borghese. e poi, stare appresso agli sfigati che spacciano, comporta un dispendio di energie inennarrabile e un accumulo di tensione immane per chi, si fa il culo per lo spazio senza guadagnarci nulla. Quindi molti di noi, sono dell'avviso che queste serate all'interno dei centri sociali non dovrebbero trovare spazio in quanto, nel loro svolgersi si sviluppa una socialità relativa a causa delle fattanze varie: la fauna umana comprende una gamma infinita di generi e spesso anche tipi poco piacevoli, sono faticosissime e ,a volte, anche pericolose da gestire ecc....ecc....ecc....volevo sentire un pò in giro cosa ne pensa la gente che le frequenta, e anche cosa ne pensa chi frequenta gli spazi per altri motivi...'ste cazzo di serate si devono fare o no????

mercoledì 19 novembre 2008

musica libera o di regime??

Ancoa una volta cerchiamo in questa strana citta' ,di ordire un trama d libera espressine.Con EPPUR SI MUOVE sicuramente colpiamo l'obiettivo. In un silenzio ssordante si ode un discreto bisbiglio.Libera la musica,al LAZZARETTO,grazie ai tanti musicisti che interverranno.

giovedì 13 novembre 2008

verdetto prevedibile,paese vergognoso..

genova 19-22 luglio 2001,sette anni di attesa,sette lunghi anni per sentirsi leggere un verdetto che assolve tutti o quasi dei 29 indagati per le torture fatte in quei giorni da parte di quegli squadroni indemoniati.Un morto,60 feriti gravi,93 arrestati migliaia di persone spaventate,stordite dai lacrimogeni orticanti,oggi hanno ricevuto l'ultimo colpo sventrante poichè giustizia non è stata fatta,tutti i vertici,i mandanti delle torture sono stati assolti perche il "fatto non sussiste".Io in quei giorni ero presente,ero presente durante il corteo dei migranti,ho ballato e cantato con le migliaia di persone che manifestavano pacificamente contro un vertice assurdo di poche teste di cazzo che si arrogano il diritto di decidere le sorti del mondo, ero presente quando il secondo giorno sono iniziate gli assurdi pestaggi che travolgevano chiunque si muovesse,respirasse,ho guardato bene negli occhi molti di quegli sbirri indemoniati,incattiviti,ho vissuto l'inferno e con me decine di migliaia di altri compagni e compagne. oggi il verdetto e' : ASSOLTI PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE. Assurdo,tutto cio e' veramente assurdo. Stiamo vivendo un'italia in grande crisi,un paese schiavizzato da un regime che ormai non si preoccupa nemmeno di mascherarsi da democrazia, però qualcosa si sta muovendo, la gente sta scendendo nelle piazze,scendono le mamme dei bambini in eta' scolare,gli studenti,i precari,i lavoratori,ci sono scioperi ogni settimana,partecipiamo numerosi,scendiamo nelle piazze nonostante il vergognioso verdetto di oggi sui fatti di genova,non abbiamo paura,facciamoci sentire,cantando,sventolando striscioni oppure semplicemente facendo numero,ma andiamoci,andiamo nelle piazze e gridiamo il nostro dissenzo.

mercoledì 5 novembre 2008

cosa aspettiamo ancora?

Pubblico sul blog questa mail ricevuta sugli scontri di Piazza Navona durante la manifestazione contro la legge 133. Dopo quanto avvenuto ieri alla rai credo che ormai sia indubitabile che il potere abbia definitivamente getteto la maschera e svelato chiaramente la sua natura. Questo è un momento in cui tutti coloro i quali credono almeno nella dignità dell'uomo devono assumersi in prima persona delle responsabilità. E' necessario uscire dalle nostre sacche di stanca e dorata quotidianeità, e contribuire a fermare questi maiali. E il momento in cui è indispensabile fare uno sforzo in più.

Fascisti e polizia:
sta girando il video della testimonianza di Maltese ma è il caso anche
di dare un occhiata a Indymedia Roma
http://roma.indymedia.org/
http://it.youtube.com/watch?v=ZqVr1l9fOdA&feature=related
Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos
La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
di CURZIO MALTESE
AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con glianni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il
mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione
degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti
da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi
minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di
Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati,paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra.
Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente
ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo,
menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o
quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni,
spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori.
Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del
Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i
trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla
quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo
paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un
gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e
dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla
polizia!" dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il
funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei
studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E
ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla:
"Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate
il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che
fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del
drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32
anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti.
C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di
destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il
taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di
Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere,
Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare
passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La
professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è
angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno
chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno
dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi
seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un
battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro,pacifico,
finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi
della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se,
dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non
ci avrei mai creduto".

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta
uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un
anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea,
in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che
feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento
con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti
devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono
delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della
polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e
mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i
docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli
altri,negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare,
esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di
polizia,indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma
vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di
essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da
giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del
poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro:
"Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si
va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice
questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e
aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il
finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti
dellaSapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si
dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla
piazza.
Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le
saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di
scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai
sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di
sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano
riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti
s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le
braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente,
Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una
manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si
ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini
con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino
zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di
un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica
che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello
più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi,
domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le
lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a
rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose
concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo
giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino.
È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
(30 ottobre 2008)


giorgio

venerdì 24 ottobre 2008

CAZZU IU!
VENERDÌ 24 OTTOBRE 2008
sempre più ignoranti...per essere meglio centrifugati
salve a tutti, mi piacerebbe spendere due parole in merito all'operazione "boicottiamo la cultura è viva l'oligarchia!" portata avanti in maniera meravigliosa per non dire alquanto fantasiosa dall'onorevole Gelmini, ministro per la pubblica istruzione.
L'acutissima signora muove un piano di riforma che porta in seno degli elementi interessantissimi atti ad estinguere ogni possibilità di dinamica socialmente utile, ovverro il completo appiattimento del giudizio critico e dello spirito di osservazione e di riflessione che ogni individuo dovrebbe realizzare all'interno del contesto sociale che abita; questa la versione elegante del mio pensiero, per essere leggermente più crudi ed andare al nocciolo della questione la rampante Ministra propone istruzione di qualità solo per le classi sociali ricche, ghettizzazione degli immigrati, decine di migliaia di nuovi disoccupati che dal settore scuola vanno ad abitare il settore strada.
cerco di riassumere brevemente i concetti nodali della riforma proposta dalla maggioranza parlamentare, e ricordo che in questi giorni il decreto sarà approvato ed evidentemente cancellerà anni di lotte per il diritto da parte di tutti alla cultura, ad una vita migliore, ad un mondo più giusto.
1 tagli pari a otto miliardi circa di euro per il settore pubblica istruzione (perchè bisogna recuperare i soldi per sostenere ALITALIA, LA DETASSAZIONE DELL'ICI AVVENUTA CON IL GOVERNO BERLUSCA, GLI STIPENDI DEI PARLAMENTARI CHE CONTINUANO A LIEVITARE, IL SOSTEGNO ALLE BANCHE CHE SONO IN CRISI, OVVERO AGLI STROZZINI LEGALIZZATI CHE CI INCULANO A SANGUE TUTTI I SANTI GIORNI, etc.. etc..., e ovviamente uno dei primi argomenti è: ma licenziamo quei 90.000 insegnati in più che tanto non fanno un cazzo tutto il giorno, psss dipendenti pubblici, Che cazzo! quello stronzo di Brunetta già ti obbliga ad andare a lavoro anche se sei ammalato infatti solo ed esclusivamente nel settore pubblico, i giorni di malattia magicamente non sono pagati più a stipendio pieno ma al 70 su 100 per i primi dieci giorni di malattia, adesso eliminano anche il superflluo:90.000 insegnanti), tagliamo fondi alla ricerca tanto al massimo per chi riesce se ne va all'estero a ricercare.
2 passaggio per quanto riguarda le scuole elementari alla figura dell'insegnante unico, dopo che si è dimostrato con un sapere critico e una formazione completa dell'individuo avviene incrociando e facendo dialogare più campi dello scibile umano(e ricordo già l'irrisorio valore dato nelle scuole italiana a discipline come musica, arte, teatro, per non parlare della svalutazione di tutto ciò che concerne al sapere umanistico...)
3 costituzione delle università in fondazioni private, punto interessantissimo, ovvero rendiamo le universite pubbliche tutte private con consigli decisionali solo di ricchi e nelle quali ci rientri solo se papà ha un reddito annuo minimo di 200.000 euro, tu popolame del cazzo non ci puoi rientrare, rimani più cretino di come sei già adesso(che comunque l'università è già cara e comincia a diventare per pochi) indottrinato da tv, e figa in tutti gli angoli tra l'altro alla quale non puoi accedere se non hai il macchinone, o il portafoglio ricolmo di soldini
4creazione delle classi ponte per gli stranieri, ovvero gli immigrati arrivano e non vengono messi in classi multietniche (e non spendo parole sulla grande risorsa che può portare l'interazione multietnica su più livelli) ma in classi separate dove ci sono solo stranieri che studiano l'italiano per un determinato periodo e poi si decide se sono idonei per essere reintegrati nelle classi con i bambini italiani, ovvero vera e propria strategia di ghettizzazione, razzismo allo stato puro; ricordo questo già dalle scuole elementari...
queste le schifezze salienti del progetto costruito dall'attuale governo, io personalmente mi vergogno enormemente e soprattutto sono incazzato, credo che dovremmo essere tutti incazzati per questa realtà che non ci appartiene per nulla, inoltre voglio sottolineare una situazione importante che si sta verificando in questi giorni nella maggior parte delle piazze e degli atenei italiani, chi protesta sono persone che non si riconoscono negli ultimi 15 anni di politica italiana, con nessuno dei partiti istituzionali che dovrebbero rappresentare il cittadino e non lo fanno, sono ragazzi che ormai non votano più perchè sfiduciati, sono genitori che non votano più perchè non rappresentati ( non entro in merito all'astensione dal voto se sia giusta o meno, perchè non voglio parlare di questo adesso) sono lavoratori che non votano più e che hanno perso qualsiasi dignità perchè tutti i giorni costretti ad elemosinare uno stipendio.
credo che gli spazi sociali debbano riflettere su questo, credo che gli spazi sociali oggi più che mai dovrebbero proporre un'alternativa seria, credo che prendere delle posizioni oggi sia importante e soprattutto che bisogna andare vicino alla gente, allargare il bacino di utenza degli spazi, combattere con intellligenza, credo che dovremmo andare a portare la nostra esperienza culturale e relazionare dove la politica istituzionale ha fallito, credo che dovremmo mantenere alto il conflitto sociale.
offriamo delle alternative, cazzu iu!

mercoledì 17 settembre 2008

Morire per il proprio colore della pelle? In Italia si può!

Oggi vorrei ricordare una persona, che non c’è più perché barbaramente uccisa a colpi di spranghe da due persone che “dicono” di aver agito con tanta violenza solo perché credevano di aver subito un furto.

Si un banalissimo e insignificante furto, esattamente 2 pacchetti di “Ringo” che sono costati la vita a Abdoul Salam Guiebre, un 19enne originario del Burkina Faso.

Peccato però che i due indagati hanno ammesso, di essersi scagliati contro il ragazzo, utilizzando frasi razziste del tipo: «Negri di merda», «Dove scappi, cioccolatino», «vi bruciamo vivi» ecc…


Episodi di razzismo di questo tipo vanno assolutamente condannati, è impensabile che un ragazzo, solo perché di colore, possa essere barbaramente ucciso, offeso e insultato!!!

Sfortunatamente però situazioni di razzismo, di intolleranza sembrano moltiplicarsi nel nostro paese, una piaga sociale che mi sconcerta, che mi mette paura, che proietta tutti noi nel passato, dove si moriva solo perché diversi!


Dobbiamo invece auspicarci un presente e un futuro migliore, di rispetto reciproco, dove non conta il colore della pelle, la tendenza sessuale di un individuo, dove invece l’amore, il rispetto, la fratellanza, l’unione… devono essere i pilastri per un mondo più giusto, con meno disuguaglianze, in fondo il nostro pianeta è così unico proprio perché così diverso!!!


Addio Abdoul, il tuo ricordo rimarrà per sempre vivo nei nostri cuori, nei nostri pensieri, per noi sarai sempre un nostro fratello, una persona da rispettare, si perché quei colpi di spranghe e quegli insulti, ci fanno male ed è come se gli avessimo subiti anche noi, proprio per quel principio sacrosanto di “UGUAGLIANZA” che tanto ci lega e che ci rende uguali!



lunedì 18 agosto 2008

Cos’è un Blog?

Avrai già sentito parlare di "blog" e probabilmente avrai un’idea approssimativa di che cos’è un blog, ma come potrai constatare le opinioni differiscono; è quindi giusto impiegare tempo nel comprendere meglio e chiarire in quale avventura ti stai imbarcando.

La parola blog deriva dall’unione di due vocaboli ossia "web log", poco utilizzata oggi. Quindi partendo da questi due termini otteniamo una definizione semplice ma efficace di cosa è una blog, ossia un log dei tuoi pensieri, idee, link utili, foto, video, o le ultime news.

"A livello tecnico, un blog è una serie di post in ordine cronologico. Molti sono d’accordo nell’affermare che si tratta di una forma di espressione estremamente importante. Attualmente molti blog sono riflessioni personali aggiornate con cadenza regolare, ma i primi blog erano gestiti da esperti tecnici che amministravano liste di link. E’ sul finire degli anni novanta che il blogging si è evoluto nella forma che conosciamo oggi."

Un post è come una nota, simile a quella che faresti su un diario, o un articolo di un giornale.

L’ordine cronologico dei post è inverso, e ciò significa che gli ultimi articoli appariranno ad inizio pagina, mentre quelli più vecchi in fondo.

Deborah Ng prosegue delineando alcune caratteristiche comuni dei blog:

* I post hanno un titolo o un argomento – proprio come gli articoli dei giornali e le mail
* I post sono come articoli, quindi avranno un contenuto – si tratta della parte più importante, proprio come le mail
* Spesso c’è la possibilità di inserire commenti – di modo tale che i tuoi lettori possano esprimere a loro volta le proprie opinioni. Si tratta di una parte fondamentale del blogging, che è uno strumento molto più conversazionale rispetto alla carta stampata. Appena scrivi qualcosa, i tuoi lettori hanno la possibilità di risponderti
* Hanno spesso una data e un’ora – di modo tale che il lettore possa capire subito quando hai scritto di quel particolare argomento. Le persone comuni non sono molto interessate a sapere la data di un post. Il blogging spesso è un fenomeno "del momento", e se è vero che puoi creare del contenuto sempre utile, è probabile che alcuni tuoi post siano time sensitive.

"Un blog è un sito web i cui elementi vengono pubblicati con cadenza regolare e sono visualizzati in ordine cronologico inverso"

Quindi ecco ciò che cercavamo - un blog è un modo semplice per pubblicare i tuoi pensieri sul web!
Perchè Dovrei Scrivere Su Un Blog?

Non c’è un’unica ragione per scrivere su un blog, e dipende molto dalle tue motivazioni. Ciononostante, il blogging può avere molti benefici, sia per fare decollare la presenza del tuo business online, o solo per condividere e discutere idee con persone che hanno interessi simili ai tuoi.

"Fare blogging per chiunque e tutti. Credo non esista nessuno che non trae beneficio dal conoscere sempre più persone, dall’imprimere un pensiero per sempre e dal lavorare e migliorare sempre i propri pensieri in maniera collaborativa.

Per alcuni il blogging è come tenere un diario: una traccia storica dei loro pensieri in determinati momenti delle loro esistenze.

Per altri equivale ad un’attività di networking veloce. Fai in modo che le persone si conoscano e quindi poni le basi far nascere una relazione."

Spero che questa mia iniziativa “ovviamente con i dovuti tempi” sia veramente da stimolo a tutti coloro che vorranno scrivere comunicando, pensieri, idee, e tanto altro ancora!!!

Per tutti coloro che sono interessati vi lascio il link da cui o preso questo primo post del nuovo blog!!

Il link è: http://www.masternewmedia.org/it/independent_publishing/come-fare-un-blog/come-pubblicare-online-il-tuo-primo-blog-20071112.htm

Buona navigazione a tutti.